Il cachot

La casa che oggi chiamiamo cachot (letteralmente: la cella) era anni prima una prigione diventata talmente malsana che il carcere era stato trasferito altrove. L’attuale proprietario era un cugino dei Soubirous, che descrive quella camera di poco più di 16 metri quadrati come “una stanza scura e malsana. Nel cortile c’era del letame che rendeva il luogo puzzolente e infetto”. Il procuratore imperiale dirà che era “un luogo infetto e oscuro”. Come se questo non bastasse, un’altra disgrazia colpisce la famiglia: François viene arrestato per il furto di due sacchi di farina, denunciato dal proprietario solo perché la sua estrema povertà lo rendeva sospetto. Sarà rilasciato dopo una settimana, ma il sospetto dei compaesani gli impedisce di trovare anche quel po’ di lavoro a giornata, la vita della famiglia si fa sempre più dura. Eppure, come diranno i testimoni del tempo, l’armonia e la serenità regnano sempre tra loro, si recitano sempre le preghiere alla sera e alla mattina e in quella casa miserabile si respirano pace e serenità. Bernadette non può andare a scuola, non può imparare il francese che è necessario per frequentare il catechismo e, quindi, non può prepararsi alla prima comunione che desidera ardentemente. Così i genitori decidono di rimandarla a Bartrès dalla nutrice che promette di insegnarle il catechismo e, in più, avranno anche una bocca in meno da sfamare.

La piccola parte nel settembre del 1857. Sarà, il suo, un duro soggiorno passato per lo più a pascolare le pecore al freddo fino al tramonto in solitudine. L’insegnamento del catechismo da parte della nutrice avverrà molto saltuariamente la sera quando la ragazzina è sfinita e ancora meno in grado di capire il francese che non conosce affatto. “Sei troppo stupida –le dice la sua vecchia balia- non potrai mai fare la prima comunione!”.

Bernadette dimostra allora tutto il suo carattere e la sua fierezza: decide di tornare a Lourdes e così farà il 28 gennaio del 1858.

Bernadette torna ad una vita di stenti e di miseria, ma sa che ritroverà l’amore della sua famiglia e tanto le basta.

Con gioia propone alla mamma di andare a cercare un po’ di legna per scaldare la famiglia, la mamma esita temendo per la sua salute, ma poi cede.

E’ l’11 febbraio 1958.

Comincia qui la storia delle apparizioni alla Grotta di Massabielle.

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