La Grotta di Massabielle

La grotta era situata fuori dal paese, difficilmente raggiungibile perché ai piedi di uno strapiombo, lambita dall’impetuoso canale del mulino di Savy e pericolosamente vicina al fiume Gave. L’interno era quasi completamente ostruito da cumuli di ciottoli, fango ed acqua. Veniva allora chiamata “la tutte aux cochons”, la tana dei maiali perché sembra lì andassero a pascolare i maiali di proprietà del comune. Era un posto malfamato e isolato, ma le bambine vogliono andare proprio lì, in un luogo che non appartiene a nessuno,  perché nessuno possa accusarle di aver rubato qualcosa.

E proprio lì, la Vergine irrompe nella poverissima vita senza speranze di Bernadette, come Dio fa irruzione impetuosamente nelle vite degli uomini preannunciato da un soffio di vento, il soffio della vita. E proprio a lei che in paese chiamavano “la merdeuse” a causa dell’odore nauseante che si portava dietro dal cachot,  appare la Signora. Le parlerà solo alla terza apparizione nel dialetto della Bigorre, l’unica lingua che Bernadette conosce, rivolgendosi a lei  con il “voi” chiedendole: “Volete avere la compiacenza di venire qui per quindici giorni?”.

“Mi guardava come una persona che parla ad un’altra persona” dirà più tardi Bernadette che è abituata a ben altro trattamento e di slancio risponde di sì, proprio come Maria rispose all’annuncio dell’angelo.

La maggior parte delle apparizioni si svolgono in silenzio ed in preghiera, sono poche le volte in cui Maria parla a Bernadette, ma in quelle parole è racchiuso tutto il messaggio profetico di Lourdes. Nella terza apparizione: “Non vi prometto di rendervi felice in questo mondo, ma nell’altro”. Poi, silenzio fino al 24 febbraio, data dell’ottava apparizione: “Penitenza, penitenza, penitenza.  Pregate per la conversione dei peccatori, baciate la terra per la conversione dei peccatori”. E il giorno seguente la Vergine chiede di andare a bere e di mangiare l’erba.

Nel frattempo il paese e i dintorni sono sconvolti da questa storia, sempre più gente si raduna per guardare la piccola Bernadette alla grotta. Quel giorno la vedono scavare per terra, portarsi alla bocca il fango e poi mangiare l’erba. La folla è disorientata e molti la prendono per pazza.

I gesti di Bernadette, apparentemente incomprensibili, sono veramente profetici.

Al momento si vede solo il peccato che sporca l’uomo e lo riduce simile ad un animale che cammina carponi e mangia l’erba, ma due giorni dopo Bernadette troverà l’acqua limpida sgorgare dalla sorgente: è l’acqua della vita che cancella il peccato e che ridona all’uomo la luce del suo volto che è a somiglianza di Dio, è il richiamo al nostro battesimo.

Gesù aveva detto: “Bisogna rinascere dall’acqua e dallo spirito”, la bruttezza del peccato che ci sporca è lavata dalla grazia divina.

Alla tredicesima apparizione, il primo marzo, Maria dice a Bernadette di  chiedere ai sacerdoti di andare lì in processione e di costruire una cappella.

Bernadette, raduna tutto il suo coraggio per riferire questo messaggio al parroco, l’abate Peyramale, della cui severità e del cui carattere burbero ha un timore reverenziale. Ha resistito con coraggio agli interrogatorio del commissario e del procuratore, ma con il parroco è tutt’un’altra cosa. Infatti riesce appena a dire che la Signora desidera che i sacerdoti vadano lì in processione che il parroco esplode in una reazione furibonda e l’accusa di essere una bugiarda. Bernadette scappa via, ma quando si rende conto che non ha riferito il messaggio per intero sfodera tutto il suo coraggio e torna dall’ abbé Peyramale a riferirgli il secondo desiderio della Signora.

Il 25 marzo, giorno della sedicesima apparizione, finalmente la Vergine le rivela la sua identità: “Que soy era Immaculada Concepciou” (“Io sono l’Immacolata Concezione”). Bernadette non ha la più pallida idea del significato di quelle parole, ma ripetendole continuamente per paura di dimenticarle, va di corsa dal parroco e tutto d’un fiato ripete quelle parole misteriose.

Tutte le resistenze del parroco si dissolvono all’istante e da quel momento l’abbé Peyramale crede fermamente che la Signora, Aquerò (“quella cosa”, come la chiamava Bernadette), è veramente Maria e prende sotto la sua paterna protezione la piccola Bernadette.

Nel frattempo, la storia delle apparizioni si è diffusa in tutta la Francia, una folla sempre più numerosa si precipita alla grotta, i giornali ne parlano, scienziati e medici si pronunciano sulla salute mentale di Bernadette, le autorità temono disordini e transennano l’area. Il diciotto luglio è il giorno dell’ultima apparizione, Bernadette non può raggiungere la grotta, ma deve restare al di là del fiume. Ma la distanza non scalfisce l’intensità del suo rapporto con la Vergine, dirà più tardi con immensa nostalgia : “Non l’ho mai vista così bella”.

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