L'Ospizio

Già trent’anni prima le suore della Carità di Nevers avevano fondato questa istituzione che si occupava dell’istruzione delle ragazze povere e dell’assistenza dei malati più bisognosi. Qui Bernadette comincia ad andare a scuola e qui riceve la prima comunione il tre giugno del 1858. A chi protestava perché Bernadette non aveva seguito i corsi di catechismo, il parroco risponde: “Oh, Bernadette il suo catechismo l’ha fatto alla grotta”.

Nel frattempo il miserabile cachot è preso d’assalto da una folla visitatori che vogliono conoscere la veggente, vogliono toccarla, chiedono miracoli, le tagliano pezzetti di vestito, le offrono di tutto pur di poter sentire la storia delle apparizioni.

Bernadette non accetterà mai nulla, neppure una mela e ad una signora che le mise in mano una moneta disse respingendola:  “Mi brucia”.

Per sottrarla a questo caos nel 1860 il parroco la fa entrare all’ospizio dove Bernadette continua i suoi studi, ma fa anche le sue prime  esperienze come aiuto infermiera e sente che la sua vocazione è l’assistenza a i malati, “specialmente quelli anziani e disgustosi”, verso i quali nutre una tenerezza sconfinata. Impara anche a cucire e a ricamare e, finalmente, a parlare francese.

A poco a poco matura in lei la sua decisione, sente che quella è la sua strada e nel 1866 fa domanda per entrare nell’ordine delle suore della Carità: “Voglio entrare da voi perché vi occupate dei poveri ed io, amo i poveri, voglio entrare da voi perché non mi avete mai forzata”.

La sua domanda è accettata e Bernadette lascia per sempre Lourdes per  andare Nevers dove si compirà il suo cammino verso la santità.

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