I luoghi

GLI INGRESSI

Gli ingressi principali alla zona del Santuario sono quattro:

  • L’ingresso Porta St. Michel che propone al pellegrino un emozionante colpo d’occhio sull’esplanade, dall’imponente calvario dei Bretoni alle Basiliche del Rosario e dell’Immacolata.
  • L’ingresso Porta St. Joseph, entrata principale situata lateralmente sulla Piazza Monsignor Laurence.
  • L’ingresso superiore situato nella parte alta delle basiliche, a livello della Cripta di fronte all’inizio della Via Crucis.
  • L’ingresso dal quai Dr Boissarie, ai piedi del Salus Infirmorum, al fondo del parcheggio pubblico. Molto comodo per accedere ai Santuari partendo dal Salus e passando davanti all’Accueil Notre Dame.

Questi ingressi sono aperti tutto l’anno dalle 5 del mattino alla mezzanotte. Durante le ore notturne è sempre possibile accedere e uscire dai santuari utilizzando l’unito ingresso sempre aperto “i lacets” che troviamo nei pressi della Grotta, da dove con un sentiero tortuoso si raggiunge la Strada Mgr. Laurence uscendo oltre la Basilica dell’Immacolata, nei pressi del museo del tesoro.

L’ESPLANADE

Appare come un immenso sagrato della Basilica del Rosario che abbraccia con due avvolgenti rampe ellittiche, salendo a grandi archi verso la piattaforma superiore, su cui è appoggiata la Cripta e la Basilica dell’Immacolata Concezione.
Situata sulla riva sinistra del Gave, fa da scenario alle grandi fiaccolate serali.
Entrando dalla porta St. Michel si è accolti dalla croce dei Bretoni opera del 1900 di Hermot. Occorre poi percorrere 440 metri per raggiungere la Basilica del Rosario. Sulla sinistra della Basilica sono visibili tre cappelle a cielo aperto: la cappella di Santa Bernadette, la cappella di San Pasquale Baylon (1917) e la cappella di Nostra Signora della Guadalupe (1986).
Qui si trova anche “l’altare di Santa Bernadetta”, luogo di celebrazione per molti pellegrinaggi.

LA VERGINE INCORONATA

Si trova al centro dell’esplanade e osserva dal 1876 l’afflusso dei pellegrini. E’ una statua di 250 cm in bronzo dipinto, eretta su una colonna in pietra. Opera di uno scultore parigino, sostiene sul suo braccio una corona di sei decine.
E’ al centro della devozione del pellegrino che ogni giorno dell’anno depone sul recinto che la circonda innumerevoli mazzi di fiori colorati.

LA GROTTA

Prima delle apparizioni la grotta di Massabielle, un semplice incavo nella roccia, era un luogo degradato e dimenticato da tutti. Non rivestiva alcun interesse. Difficile da raggiungere a causa di un canale di scarico che scorreva a poca distanza prima di immettersi nel fiume Gave.
In quell’ansa era facile trovare della legna da ardere portata dalle piene del fiume e per questa ragione la grotta diventa la meta quell’undici febbraio 1858 per tre ragazzine spensierate.
Da quel giorno diventa il centro dell’attenzione di milioni di persone che con devozione rivolgono il loro sguardo a quella roccia dove “la Signora, tutta vestita di bianco, con una fascia azzurra e una rosa gialla su ciascuno dei piedi…” diceva a Bernadette “Boulet me He era grazia de bié aci penden quinze dias?” “volete farmi la grazia di venire qui per quindici giorni?”.
Il 25 marzo del 1858, alla 16ma apparizione, la Signora dirà a Bernadette in dialetto della Bigorre: “Que soy era Immaculada Concepciou” “Io sono l’Immacolata Concezione”.
Tale iscrizione si legge sul piedistallo della statua posta nell0incavo della roccia. Questa è opera dello scultore Hugue Joseph Fabish, scolpita nel marmo di Carrara nel 1864 e offerta al santuario da Elfride e Sabine de Lacour di Lione. “…è questa e non è questa…” commentò Bernadette quando le fu presentata l’opera, è solo una pallida immagine della “Bella Signora” che le era apparsa.
Ai piedi della statua vi è anche un roseto, di cui il parroco di Lourdes Abbé Peyramale chiese la fioritura quale prova dell’autenticità dell’apparizione. Questo miracolo non avvenne.
In fondo alla grotta, alla sinistra dell’altare è visibile la sorgente che Bernadette, il 25 febbraio 1858, giorno della nona apparizione, scoprì scavando nel luogo indicato dalla Vergine. Quest’acqua, che non ha nulla di prodigioso (le analisi rilevano un’acqua normalmente potabile senza particolari proprietà) viene incanalata verso le fontane e le piscine.
Bere quest’acqua, portarne a casa, lavarsi, sono gesti di fede.
Ogni anno milioni di pellegrini si radunano davanti a questa grotta per raccogliersi in preghiera; amano toccare, baciare questa roccia come segno di fede verso Dio, la roccia viva su cui possiamo costruire solidamente la nostra vita.

LE FONTANE

Sulla strada che conduce alla grotta si trovano le fontanelle dell’acqua di Lourdes, diventata famosa in tutto il mondo (48 delle 66 guarigioni inspiegabili riconosciute dalla Chiesa trovano origine da quest’acqua).
Qui i pellegrini fanno gesti penitenziali, si bagnano le mani, il volto, raccolgono l’acqua in piccoli contenitori per portarla ai loro cari. Chiediamo al Signore con questo gesto di purificare il nostro cuore ed il dono di rinnovare la grazia del Battesimo, ripentendo i gesti di Bernadette quando il 25 febbraio, durane la nona apparizione, scoprì la sorgente.
Ricordiamoci nei nostri gesti che “non è la quantità che conta”, facendo nostro il consiglio della stessa Bernadette.

LE PISCINE

La prima vasca riempita d’acqua sorgiva era già presente tre giorni dopo la sua apparizione (28 febbraio 1858).
Oggi le Piscine sono organizzate nell’area situata subito dopo la grotta.
Qui trovano il conforto nella fede, migliaia di pellegrini ogni anno (350.000) che s’immergono nella totalità del mistero del messaggio di Lourdes. Il gesto di penitenza e di riconciliazione è forte. Spogliarsi e immergersi in quest’acqua rispondendo con totalità all’invito di Maria di lavarsi alla sorgente, è riconoscere la nostra piccolezza di fronte al mistero.
Le vasche (17) sono aperte tutti i giorni dalle 9 alle 11 e dalle 14:30 alle 16; la Domenica ed i giorni festivi solo nel pomeriggio.
Non è necessario portare il costume o altro. Un telo per coprirci è fornito dai volontari presenti, e loro stessi ci aiuteranno ad immergerci per alcuni secondi in quest’acqua.

I CERI

Bernadette il 7 aprile 1858 durante la 17ma apparizione, andò alla grotta recando con sé un cero acceso. Durante l’estasi la fiamma le lambì la mano per parecchi minuti ma Bernadette non riportò alcuna scottatura (miracolo della candela).
La luce, la fiamma del cero è uno dei simboli del messaggio di Lourdes. La fiaccolata serale è testimonianza quotidiana dell’affezione di milioni di pellegrini a questo segno.
E’ tradizione legare la nostra preghiera, il nostro voto all’offerta di un cero.

LA VIA CRUCIS SULLA MONTAGNA

La Via Crucis si suddivide in 15 stazioni monumentali che si snodano su di un percorso di circa 1600 metri salendo la collina delle “Espelugues” che sovrasta il Santuario. 115 statue di bronzo dello scultore Raffler a grandezza naturale ci conducono lungo le 15 stazioni. E’ un cammino suggestivo, immerso nel verde e nella quiete dove ogni pellegrino può intimamente ripercorrere i passi di nostro Signore Gesù Cristo verso il Calvario. La Via Crucis è stata inaugurata nel 1912 dal Cardinale Lucon Arcivescovo di Reims. La prima stazione raffigurante la condanna di Gesù si trova in cima alla “Scala Santa”, formata da 28 gradini che in segno di penitenza il pellegrino può salire in ginocchio.
L’ultima stazione raffigura la resurrezione dove una pietra circolare ci introduce nel mistero evangelico “perché cercate fra i morti Colui che è vivo?”.
Più avanti, scendendo la collina, troviamo la grotta delle Epelugues conosciuta come luogo di primo insediamento dell’uomo nella regione 12000 anni fa.
La Via Crucis sulla montagna è sconsigliata dai servizi di sicurezza del Santuario ai disabili in quanto il sentiero è molto scosceso e sconnesso.

LA VIA CRUCIS SULLA PRATERIA

Si trova sulla riva destra del Gave, al fondo della Praire dopo la tenda dell’Adorazione. Una serie di bassorilievi su piloni in pietra ci ricorda le 15 stazioni. Qui sono possibili celebrazioni comunitarie con i soci malati e lo spazio circostante ombreggiato si presta particolarmente al raccoglimento del pellegrinaggio.

LA VIA CRUCIS IN GEMMAIL

Un’altra opera di particolare valore artistico sul tema della Via Crucis si trova nella Basilica di San Pio X, dove percorrendo le rampe è possibile meditare il cammino della croce grazie ad un’opera artistica d’alto valore in Gemmail (tecnica che prevede la sovrapposizione di vetri colorati), ispirata alla passione di Cristo.

IL BUREAU DES CONSTATATIONS MEDICAL

L’A.M.I.L. (Associazione Medici Internazionali Lourdes) raccoglie fra i suoi soci tutto il personale medico e paramedico che vive il momento del pellegrinaggio a Lourdes, come scelta di fede all’interno della propria professione.
Ha la sede presso il “Bureau des constatations Médical”, qui sono esposte fotografie e documenti che testimoniano le guarigioni miracolose avvenute a Lourdes.
Ci sono sempre state e ci sono tuttora numerose guarigioni a Lourdes: la prima guarigione miracolosa è stata quella di Catherine Latapie, la quale aveva la mano destra completamente paralizzata. La guarigione avvenne il 1 marzo 1858 quando, dopo aver pregato intensamente, immerse la mano nella fonte scoperta da Bernadette.
Da allora sono state registrate circa 6500 guarigioni inspiegabili, la Chiesa ne ha riconosciute ufficialmente solo 69.

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