La Grotta

“Que soy era immaculada concepciou”, tale iscrizione si legge sul piedistallo della statua posta nell’incavo della roccia. Questa è opera dello scultore Hugues Joseph Fabish, scolpita nel marmo di Carrara nel 1864 e offerta al santuario da Elfride e Sabine de Lacour di Lione. “…è questa e non è questa…” commentò Bernadette quando le fu presentata l’opera, è solo una pallida immagine della “Bella Signora” che le era apparsa.
Ai piedi della statua vi è anche un roseto, di cui il parroco di Lourdes Abbé Peyramale chiese la fioritura quale prova dell’autenticità dell’apparizione. Questo miracolo non avvenne.
In fondo alla Grotta, alla sinistra dell’altare è visibile la sorgente che Bernadette, il 25 febbraio 1858, giorno della nona apparizione, scoprì scavando nel luogo indicato dalla Vergine. Quest’acqua, che non ha nulla di prodigioso (le analisi rilevano un’acqua normalmente potabile senza particolari proprietà) viene incanalata verso le fontane e le piscine.
Bere quest’acqua, portarne a casa, lavarsi, sono gesti di fede.
Ogni anno milioni di pellegrini si radunano davanti a questa Grotta per raccogliersi in preghiera; amano toccare, baciare questa roccia come segno di fede verso Dio, la roccia viva su cui possiamo costruire solidamente la nostra vita.

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